Quanti stipendi servono per comprare casa in Italia?
Massimiliano Marcon
12/4/20253 min read


E perché questo trend rende sostenibile il modello Urban Deal
Nel primo semestre del 2025 il desiderio degli italiani di acquistare casa rimane fortissimo. A confermarlo è l’ultima analisi dell’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa, che fotografa un Paese in cui la domanda abitativa rimane elevata nonostante l’aumento dei prezzi e l’accesso al credito più complesso.
Secondo Tecnocasa, per comprare un’abitazione usata di 85 mq oggi servono 6,8 annualità di stipendio, ipotizzando che tutto il reddito venga destinato all’acquisto dell’immobile. Un dato che evidenzia un’Italia divisa: città dove comprare casa è quasi proibitivo e altre dove il mercato è ancora alla portata delle famiglie.
Milano resta la città più cara d’Italia
Il primato spetta ancora a Milano, con 12,9 anni di stipendio necessari per acquistare un immobile medio. Il prezzo al metro quadro 4.466 euro colloca il capoluogo lombardo allo stesso livello delle grandi capitali europee.
Seguono:
Roma: 9,2 annualità
Firenze: 9,1 annualità
Bologna: 7,6
Napoli: 7,1
Verona: 5,1
Sono i mercati con maggiore dinamismo economico e una disponibilità limitata di immobili nelle aree più richieste. Qui, chi vuole comprare casa deve necessariamente fare i conti con un impegno economico notevole.
Le città più accessibili: Palermo e Genova
All’estremo opposto:
Palermo: 3,4 annualità (1.163 €/mq)
Genova: 3,5 annualità (1.196 €/mq)
Il divario con Milano è enorme: acquistare una casa a Palermo richiede quasi un quarto dello sforzo rispetto al capoluogo lombardo. Una polarizzazione evidente, che sta ridisegnando la geografia del mercato immobiliare italiano.
Uno sguardo al passato: cosa è cambiato dagli anni 2000 a oggi
Secondo la serie storica di Tecnocasa, il picco massimo si registrò nel 2007, quando servivano oltre 10 annualità per comprare un’abitazione media. All’epoca la più costosa era Roma (14,8 anni), seguita da Milano (14).
Per oltre dieci anni Roma ha mantenuto il primato, fino a quando Milano – spinta dall’esplosione economica e dal traino internazionale – l’ha superata nel 2019, diventando la città più costosa d’Italia.
Cosa significa tutto questo per chi vuole investire oggi?
L’analisi di Tecnocasa conferma un dato strutturale:
👉 gli italiani vogliono comprare casa, SEMPRE.
È un desiderio culturale, prima ancora che economico. Ma allo stesso tempo:
i prezzi aumentano
il credito non è immediato
i tempi di realizzo sono lunghi
i costi di gestione crescono
Questo genera un paradosso: la domanda esiste ed è altissima, ma non tutti riescono ad accedere all’acquisto diretto, specialmente in città come Milano, Roma, Firenze e Bologna.
Ed è qui che nasce uno spazio di mercato estremamente interessante per chi vuole investire senza esporsi ai vincoli dell’acquisto tradizionale.
La seconda casa come investimento: non sempre è sostenibile
Molti italiani vorrebbero acquistare una seconda casa per:
metterla a reddito
generare una plusvalenza
diversificare patrimonio
Ma non tutti hanno:
la liquidità necessaria
la capacità di gestire operazioni immobiliari
il tempo per seguire cantieri, locazioni o ristrutturazioni
E soprattutto, non tutti vogliono immobilizzare 200–300 mila euro per una singola operazione.
Urban Deal come alternativa sostenibile e vigilata
In un mercato dove la domanda abitativa resta forte, il real estate rimane uno degli asset più solidi. La differenza la fa come si investe.
Il crowdfunding immobiliare soprattutto nella forma lending permette di:
investire anche a partire da 250 euro
diversificare su più progetti
ottenere rientri veloci
evitare gestione, burocrazia e impegni tipici dell’acquisto diretto
beneficiare di un settore che continua a mostrare domanda elevata
Urban Deal in particolare opera in un perimetro trasparente e vigilato, con:
analisi indipendente CRIF su ogni progetto
processi in linea con le normative di Banca d’Italia
operatività regolata dall’ambito di vigilanza Consob
una selezione di operazioni professionali e sostenibili
un modello orientato alla replicabilità e alla solidità dei rendimenti che si attestano al 10% medio su base annua
In altre parole:
👉 si investe nel mattone senza dover comprare una casa.
Un’Italia a due velocità, un mercato che non rallenta
L’analisi di Tecnocasa conferma un quadro chiaro:
il desiderio di casa degli italiani resta fortissimo
i prezzi nelle grandi città continueranno a crescere
la domanda supera l’offerta in tutti i principali centri urbani
le famiglie devono impegnare sempre più anni di stipendio
In un contesto così polarizzato, l’investimento diretto diventa sempre più complesso. Non impossibile, ma spesso poco efficiente.
Il modello Urban Deal nasce proprio per intercettare questo segmento di investitori:
✔ persone che credono nel mattone,
✔ vogliono partecipare alla crescita del mercato,
✔ ma desiderano farlo in modo professionale, sostenibile e vigilato.
Conclusione
Il mercato immobiliare italiano continua a correre perché “la casa” per gli italiani non è solo un bene: è un obiettivo. Ma acquistare casa – specialmente nelle città più dinamiche – richiede oggi un impegno economico che non tutti possono o vogliono sostenere.
Per chi invece vede nel real estate un’opportunità di investimento, il modello Urban Deal rappresenta una soluzione snella, regolamentata e accessibile.
Non è un sostituto dell’acquisto della prima casa. È una strada intelligente per valutare la seconda o meglio, per investire nel mercato senza comprarla.
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