Mercato residenziale 2025: volumi in crescita, valori in normalizzazione. E ora?
Massimiliano Marcon
3/3/20263 min read


Il mercato immobiliare italiano resta in fase espansiva, ma con segnali sempre più chiari di assestamento.
Il “G-Market Pulse. Residential Quarterly Outlook – Q4 2025” del dipartimento Research & Data Intelligence di Patrigest – Gruppo Gabetti fotografa un quadro molto interessante per chi osserva il settore con ottica industriale e finanziaria.
Parliamo di un mercato solido, ma non più euforico. Un mercato che si sta riequilibrando.
Quando valore e volume iniziano a muoversi su traiettorie diverse, l’analisi diventa decisiva.
1. I VOLUMI: +9,2% di compravendite
Nei primi nove mesi del 2025 le compravendite crescono del +9,2% rispetto allo stesso periodo 2024, in linea con i dati ufficiali dell’Agenzia delle Entrate.
I primi dieci mercati italiani registrano un +6,5%.
Il dato chiave è questo: il mercato scambia di più.
Per il 2026 le previsioni parlano di circa 785.000 transazioni, con superamento definitivo della fase di contrazione 2023-2024.
Questo significa che:
La fiducia è tornata.
La domanda potenziale si sta sbloccando.
Il settore non è in fase recessiva.
I volumi crescono. Ed è un indicatore strutturalmente positivo.
2. I VALORI: dal +3% al +1%
Dopo il picco del +3% nel 2025, per il 2026 è attesa una crescita più contenuta, intorno al +1%.
Nelle grandi città:
2025 ancora in aumento
2026 normalizzazione intorno a +0,7%
Non è un’inversione. È una fase di raffreddamento fisiologico.
Le zone che avevano corso di più stanno correggendo. Altre aree restano stabili. Altre ancora crescono in modo selettivo.
È il passaggio da mercato emotivo a mercato razionale.
Domanda in rallentamento: il nodo credito
Si registra un calo delle intenzioni di acquisto rispetto ai picchi precedenti.
La ragione principale è la maggiore difficoltà nell’ottenimento dei mutui e l’aumento del ticket medio finanziato.
Oggi circa il 50% delle compravendite residenziali in Italia avviene senza mutuo.
Questo dato è estremamente rilevante.
Significa che:
Il mercato non è sostenuto esclusivamente dal credito.
Esiste una componente patrimoniale importante.
La struttura è più solida di quanto spesso venga percepito.
Il vero nodo è il divario crescente tra prezzi richiesti e capacità di spesa reale delle famiglie, in un contesto di dinamica salariale ancora debole.
Il credito resta favorevole, ma non può più sostenere da solo l’aumento dei valori.
Squilibrio domanda-offerta
Dal report emerge un disallineamento chiaro:
Domanda concentrata sui trilocali (38%)
Offerta sbilanciata sui quadrilocali (36%)
Prezzo medio stabilizzato a 1.743 €/mq. Metratura media tornata a salire fino a 109 mq.
Questo ci dice che:
Le famiglie cercano efficienza.
Il mercato non sempre offre tipologie perfettamente coerenti con la domanda.
Esiste spazio per operazioni di sviluppo e riqualificazione mirate.
Un mercato frammentato, ma solido
Non esiste “il mercato immobiliare italiano”.
Esistono micro-mercati:
Quartieri in crescita
Zone in stabilizzazione
Aree che stanno correggendo dopo forti rialzi
Territori ancora sottovalutati
L’interesse degli investitori corporate è in aumento, ma concentrato su segmenti specifici (student housing, build to sell), con un impatto ancora limitato sul fabbisogno abitativo complessivo.
Il mercato è stabile. Ma si muove a velocità diverse.
Ed è proprio questa frammentazione che crea opportunità per chi sa selezionare.
Cosa significa per un investitore evoluto
Quando:
I volumi crescono
I valori si normalizzano
Il credito diventa più selettivo
Il mercato si differenzia per territori
La differenza non la fa il trend generale. La fa la qualità dell’analisi e la selezione del singolo progetto.
Non è una fase da approccio emotivo. È una fase da metodo.
Immobiliare e portafoglio: una riflessione strategica
Viviamo una fase di forte volatilità su più asset class:
Materie prime instabili
Mercati azionari soggetti a shock geopolitici
Obbligazionario sensibile ai movimenti dei tassi
In questo contesto, il real estate residenziale italiano mostra:
Stabilità dei volumi
Normalizzazione dei valori
Solida componente patrimoniale
Bassa correlazione con la volatilità finanziaria di breve periodo
Non è un mercato speculativo. È un mercato reale, legato a bisogni abitativi concreti.
Per questo motivo, strumenti strutturati di investimento immobiliare possono rappresentare una componente razionale di portafoglio.
Urban Deal opera:
In un perimetro regolato da CONSOB
Sotto vigilanza della Banca d'Italia
Con analisi e reportistica supportata da CRIF
Con un modello basato su:
Selezione rigorosa dei progetti
Analisi tecnica, legale e finanziaria
Diversificazione su più operazioni
Rendimenti medi annui intorno al 10% (storico operazioni concluse)
In una fase di mercato stabile ma selettiva, l’immobiliare non è un’alternativa ideologica agli altri asset.
È uno strumento di equilibrio.
E in portafogli patrimoniali evoluti, l’equilibrio è spesso la scelta più strategica.
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