Mercato immobiliare 2025 / 2026: come cambia il profilo degli acquirenti e degli investitori.
Massimiliano Marcon
5/12/20263 min read


Il mercato immobiliare italiano nel 2025 non ha rallentato la crescita è semplicemente cambiato e nel 2026 sta ulteriormente cambiando.
E questa è una differenza fondamentale, soprattutto per chi investe.
Negli ultimi mesi, anche attraverso le consulenze che ho seguito, emerge con sempre più chiarezza un punto:
non siamo in una fase di contrazione, ma in una fase di selezione.
Meno investitori, ma più consapevoli
Uno dei dati più interessanti è il calo degli acquisti per investimento, oggi al 17,9%, in discesa rispetto agli anni precedenti.
A prima vista potrebbe sembrare un segnale negativo. In realtà, è esattamente il contrario.
Il mercato si sta ripulendo da una parte di investitori “improvvisati”, lasciando spazio a chi opera con metodo.
Non a caso, nelle grandi città la quota resta molto più alta (25,8%) e in alcune realtà continua a crescere:
Napoli: 37,3%
Palermo: 33,6%
Bari: 31,0%
Bologna: 30,1%
Milano: 28,8%
Roma: 22,7%
Padova: 27/8%
Tradotto: il capitale non è sparito. Si sta semplicemente spostando dove c’è più controllo.
Chi compra oggi è diverso
Uno dei cambiamenti più sottovalutati riguarda il profilo dell’acquirente.
Nel 2025:
gli under 34 rappresentano il 30,7% degli acquirenti
l’età media scende a 43,2 anni
In città come Milano e Torino, i giovani arrivano oltre il 35%.
Questo significa una cosa molto chiara:
il mercato si sta adattando a una domanda più dinamica, più veloce, più attenta alla funzionalità che alla dimensione.
Non è un caso che:
il trilocale resti dominante (33,8%)
ma nelle grandi città crescano i bilocali (29%)
e a Milano arrivino al 48,2%
Per chi investe, questo è un segnale diretto: non vince chi compra “il prodotto migliore”, ma chi compra il prodotto più liquido.
Mobilità e pressione sui prezzi: il nuovo scenario
Un altro dato che vedo riflettersi molto anche nelle operazioni è l’aumento della mobilità:
24,9% compra fuori città
8% cambia provincia
5,2% cambia regione
Sono numeri in crescita.
Questo accade perché i prezzi nei grandi centri stanno creando pressione.
E qui si apre una delle opportunità più interessanti:
investire nelle aree limitrofe, dove la domanda si sta spostando ma i prezzi non hanno ancora completamente assorbito il trend.
Efficienza energetica: da optional a leva strategica
Le abitazioni in classe A e B salgono all’8,5%.
Siamo ancora lontani da una maggioranza, ma il dato è in crescita.
Qui il punto non è solo normativo. È economico.
Gli immobili energivori iniziano a perdere competitività.
Gli immobili efficienti diventano più liquidi e più difendibili nel tempo.
Nelle operazioni che analizziamo, questo aspetto sta diventando sempre meno “un plus” e sempre più una condizione di base.
Single e investitori stranieri: due driver da non ignorare
Due trend che stanno ridefinendo la domanda:
i single salgono al 33,5%
gli acquirenti stranieri arrivano al 14% (dal 9,5% del 2019)
Più single significa tagli più piccoli, maggiore rotazione, maggiore dinamicità.
Più stranieri significa capitale esterno e maggiore competizione su asset di qualità.
Il punto chiave: non è più un mercato per tutti
Se dovessi sintetizzare quello che vedo oggi, direi questo:
il mercato immobiliare è ancora pieno di opportunità
👉 ma non è più permissivo come prima
Oggi:
comprare “a caso” è molto più rischioso
seguire il flusso non basta
affidarsi all’intuizione è pericoloso
Cosa funziona davvero nel 2026
Le operazioni che funzionano oggi hanno sempre tre elementi:
analisi tecnica
sostenibilità finanziaria
qualità dell’operatore
Senza questi tre fattori, non stai investendo. Stai sperando.
La direzione che vedo (anche nelle consulenze)
Negli ultimi mesi c’è stato un cambiamento molto chiaro nelle richieste:
👉 meno ricerca del “colpo”
👉 più ricerca di metodo e struttura
Chi si muove oggi vuole:
capire
controllare
replicare
E questo è esattamente il tipo di approccio che permette di rendere l’investimento immobiliare davvero sostenibile nel tempo.
Conclusione
Il 2025 non è stato un anno più difficile. È stato un anno ( fortunatamente ) più selettivo.
E nei mercati selettivi succede sempre la stessa cosa:
👉 chi ha competenze cresce 👉 chi improvvisa esce
Per questo oggi, più che mai, la differenza non la fa l’immobile.
La fa come entri nell’operazione.
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