GLI ITALIANI AMANO IL MATTONE

Massimiliano Marcon

1/8/20263 min read

Italiani innamorati del mattone, sia per " comprare casa " sia per "investimento". Risultato?
Mercato è in piena salute.

2025: il ritorno del mattone (con una nuova consapevolezza)

Dopo un 2023 complesso e un 2024 di transizione, il 2025 sta segnando un punto di svolta per il mercato immobiliare italiano. I numeri parlano chiaro: le compravendite sono tornate a crescere con decisione e il real estate conferma, ancora una volta, il suo ruolo di asset strutturale nei portafogli di chi investe con visione di medio-lungo periodo.

Secondo i dati dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare (OMI – Agenzia delle Entrate), il 2024 si era chiuso con circa 720 mila transazioni residenziali. Nel 2025 il trend si è rafforzato trimestre dopo trimestre, con crescite diffuse su tutto il territorio nazionale.

Un anno costruito trimestre dopo trimestre

Il primo trimestre 2025 ha fatto registrare un’accelerazione importante: +11,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un segnale forte, che ha interessato soprattutto il mercato dell’usato, mentre il nuovo ha mantenuto volumi più stabili.

Nel secondo trimestre, la crescita è proseguita a un ritmo sostenuto (+8,1%), con performance particolarmente rilevanti in città come Torino e Palermo, entrambe in doppia cifra. Un dato interessante perché conferma come la ripresa non sia limitata alle grandi piazze “classiche”, ma coinvolga anche mercati spesso considerati secondari.

Il terzo trimestre 2025 consolida il quadro: +8,5% di compravendite su base annua, secondo l’ultima nota OMI, con un trend positivo che accomuna grandi città e centri minori.

Nel complesso, secondo il report G Market Pulse di Patrigest – Gruppo Gabetti, nel primo semestre dell’anno le compravendite residenziali risultano in aumento di circa il 9,5% rispetto al 2024.

Cosa sta sostenendo davvero il mercato

Dietro i numeri non c’è euforia, ma una combinazione di fattori strutturali:

  • Politica monetaria più accomodante, con tassi BCE scesi intorno al 2,15%, che ha ridato ossigeno al credito;

  • Inflazione sotto controllo (circa 1,6%), che ha migliorato la percezione di stabilità delle famiglie;

  • Ritorno della domanda di mutui, come evidenziato da diverse analisi di settore (Abitare.co, Fimaa);

  • Crescente attenzione all’efficienza energetica, che influenza sempre più le scelte abitative.

Allo stesso tempo, permangono elementi di frizione: prezzi in aumento in alcune aree, costi di ristrutturazione elevati e salari medi che continuano a limitare l’accesso al credito per una parte della popolazione.

Le previsioni: crescita, ma senza illusioni

Le stime per la chiusura del 2025 sono prudentemente positive:

  • eXp Italy prevede un aumento delle transazioni intorno al +9%, con oltre 780 mila compravendite;

  • Nomisma parla di una crescita più moderata, nell’ordine del 5–5,5%;

  • Fimaa-Confcommercio colloca il dato attorno alle 750 mila transazioni, sottolineando però una criticità chiave: l’offerta fatica a stare al passo con la domanda.

Il sentiment degli operatori, fotografato anche dall’indice ISI di idealista/data, mostra un mercato solido, più stabile che speculativo, con prezzi e volumi che crescono senza strappi.

Immobiliare: lento, sì. Ma centrale.

Il mercato immobiliare non è mai stato un asset “veloce”. Ed è proprio questa sua lentezza strutturale a renderlo, oggi più che mai, un pilastro da osservare con attenzione.

In un contesto in cui la volatilità finanziaria resta elevata e la fiducia si costruisce con fatica, il real estate continua a rappresentare:

  • protezione del capitale,

  • prevedibilità dei flussi,

  • valore reale sottostante.

Non si tratta di scegliere se investire nell’immobiliare, ma come farlo, con quali strumenti e con quale livello di analisi.

Il ruolo della finanza immobiliare evoluta

È qui che entrano in gioco modelli come Urban Deal: piattaforme che interpretano il mercato immobiliare non come semplice acquisto di mattoni, ma come asset finanziario strutturato, analizzato, monitorato e inserito in una logica di portafoglio.

In un mercato che torna a crescere, ma resta complesso, la differenza non la fanno i titoli dei giornali, bensì:

  • la qualità delle operazioni,

  • la sostenibilità dei progetti,

  • la trasparenza dei numeri,

  • il corretto equilibrio tra rischio e rendimento.

Il 2025 sta confermando una verità spesso dimenticata: l’immobiliare non passa mai di moda. Cambiano gli strumenti, cambiano i cicli, ma per ogni investitore consapevole resta un asset a cui dedicare attenzione e una parte del proprio capitale.