2028 PREVISIONI MERCATO IMMOBILAIRE
Massimiliano Marcon
4/7/20262 min read


Il mercato immobiliare italiano: stabilità anche nella “tempesta perfetta”
In un contesto globale caratterizzato da tensioni geopolitiche, aumento dei costi energetici, inflazione persistente e rallentamento della crescita economica, il mercato immobiliare italiano continua a dimostrare una caratteristica storica: la lentezza nei movimenti e la resilienza strutturale.
Secondo Nomisma, i dati più recenti mostrano un settore che, mantiene solidità nei fondamentali:
domanda presente e attiva
offerta che viene assorbita con tempi contenuti
riduzione del divario tra prezzo richiesto e prezzo effettivo
prezzi che continuano a crescere, seppur moderatamente
Questo significa una cosa molto semplice: non siamo davanti a un mercato fragile, ma a un mercato che si adatta.
Previsioni di volumi non in crescita, ma di mantenimento.
Le compravendite previste da Nomisma raccontano una dinamica estremamente interessante:
783 mila nel 2026
780 mila nel 2027
782 mila nel 2028
Non c’è crollo. Non c’è discontinuità. C’è una stabilizzazione fisiologica.
Il rallentamento non è causato da mancanza di domanda o da crisi del sistema, ma da un atteggiamento più prudente delle famiglie. In altre parole: le persone non smettono di comprare casa, rimandano la decisione.
E questo è un segnale molto diverso rispetto a una crisi reale.
Prezzi: crescita lenta, ma costante
Le previsioni indicano:
+0,9% nel 2026
+0,5% nel 2027
+0,4% nel 2028
Numeri contenuti, certo. Ma estremamente significativi.
In un contesto di incertezza globale, il fatto che i prezzi:
non scendano in modo marcato
non mostrino volatilità
si muovano in modo graduale
è la conferma che l’immobiliare resta un asset anticiclico per definizione.
Il vero driver: la domanda abitativa non si ferma
Al netto di guerra, inflazione, costo dell’energia o tensioni logistiche, esiste una variabile che resta invariata:
il bisogno abitativo
Le persone
devono vivere
devono spostarsi
devono migliorare la qualità della propria abitazione
devono adattarsi a nuovi contesti familiari e lavorativi
Questo crea una domanda strutturale che non scompare, ma al massimo si adatta nei tempi.
E infatti:
i tempi di vendita restano intorno ai 5 mesi
lo sconto medio è contenuto (8,6%)
il mercato assorbe l’offerta
Mutui e credito: rallenta, ma resta presente
Anche sul fronte credito emerge un messaggio chiaro:
erogazioni in crescita nel medio periodo
banche più selettive
famiglie più caute
Non è un blocco del sistema, ma un riallineamento del rischio.
E soprattutto:
aumenta la qualità del credito
diminuiscono le sofferenze
Segnali tipici di un mercato sano, non speculativo.
La “tempesta perfetta” esiste davvero?
Sì, ma è più mediatica che strutturale.
Abbiamo contemporaneamente:
tensioni geopolitiche
aumento dei costi energetici
inflazione persistente
rallentamento del PIL
Eppure il mercato immobiliare:
non crolla
non accelera in modo anomalo
si muove lentamente, di pochi punti percentuali
Questa è la sua vera forza.
Dove si gioca la vera partita: la scelta delle zone
Non tutto il mercato è uguale.
Il vero discrimine oggi non è “investire o non investire”, ma:
dove investire
Le aree che mantengono stabilità sono quelle dove:
l’attività socioeconomica è attiva
il lavoro è presente
la domanda abitativa è costante
le infrastrutture sostengono lo sviluppo
In questi contesti, anche in presenza di:
aumento dei costi di costruzione
inflazione
tensioni globali
la domanda continua a sostenere il mercato.
Immobiliare: una scelta di programmazione, non di opportunismo
L’errore più comune è leggere l’immobiliare con una logica di breve periodo.
L’immobiliare non è:
trading
speculazione veloce
reazione all’ultimo dato macro
È, invece:
>programmazione patrimoniale
I numeri di Nomisma lo confermano:
oscillazioni contenute
cicli lunghi
stabilità nei fondamentali
Il messaggio chiave
Anche in uno scenario complesso, il mercato immobiliare italiano dimostra ancora una volta la sua natura:
lento nei movimenti
resiliente nei fondamentali
sostenuto da bisogni reali
Per questo motivo, mantenere una quota del patrimonio allocata nell’immobiliare non è una scelta difensiva, ma:
> una decisione lungimirante
Perché mentre tutto intorno accelera, cambia e diventa volatile, l’immobiliare continua a fare ciò che ha sempre fatto:
muoversi poco
ma muoversi nella direzione giusta.
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